Fattori di vulnerabilità delinquenziale: perché alcuni individui reagiscono con condotta criminosa ed altri no?

Perché alcuni individui rispondono con condotta criminosa a fattori delinquenziali, mentre altri, nelle medesime condizioni socio-economiche ed ambientali, rimangono conformi alle norme?
A tal proposito sono molte le spiegazioni fornite in letteratura da parte delle teorie individualistiche, psicologiche e psicosociali, ovvero: presenza di disturbi di personalità, conflitti interiori, frustrazioni, complessi della personalità, e molto altro, però queste caratteristiche non sono sufficienti a spiegare il “perché si delinque”.
La risposta al quesito posto, viene fornita nella seconda metà del Novecento dalle teorie multifattoriali dell’integrazione psicoambientale, le quali considerano contestualmente i vari fattori criminogeni individuali, somatici e/o psichici, e li indica come “componenti di vulnerabilità individuale” rispetto a fattori ambientali integrati con le “componenti di vulnerabilità ambientale”, legati a vari fattori sociali ai quali gli individui sono esposti.
Tra le teorie multifattoriali di maggior rilievo al fine di una più concreta spiegazione dell’argomento vi sono: la teoria non-direzionale dei coniugi Glueck, la teoria dei contenitori di Reckless e la teoria del controllo o del condizionamento sociale di Hirschi.

  • Teoria non-direzionale dei Glueck -> identifica i fattori familiari-situazionali e i fattori individuali più frequenti nei delinquenti minorenni. I risultati dopo 20 anni di ricerche hanno condotto a fattori nella maggior parte dei casi comuni tra i soggetti: dal punto di vista fisico, erano soggetti di costituzione robusta e muscolosa, con temperamento irrequieto ed impulsivo, con atteggiamenti ostili, rivendicativi, cresciuti in famiglie con poca coesione, con basso livello di aspirazione e scarsi valori sociali, infine l’atteggiamento dei genitori era o troppo severo o troppo permissivo, quindi non idoneo a fungere da modello di identificazione e a fornire una buona socializzazione.
  • Teoria dei contenitori di Reckless -> si prefigge l’obiettivo di spiegare il comportamento individuando quei fattori che favoriscono il contenimento della condotta nell’ambito della legalità. Reckless distinse i contenitori interni, rappresentati da aspetti psicologici più idonei a favorire l’interazione sociale, ovvero: autocontrollo, forza di volontà, tolleranza alle frustrazioni, senso di responsabilità, adeguata socializzazione; dai contenitori esterni, rappresentati dall’insieme delle caratteristiche dell’ambiente nel quale il soggetto vive, ad es. aspettative di successo sociale legate al ceto, alle relazioni, alla professione. Il sociologo e criminologo americano Reckless è giunto alla conclusione che quanto maggiori sono le prospettive di successo tanto più gli individui utilizzano mezzi legittimi per raggiungere i propri obiettivi, anche se i contenitori interni sono carenti, perché le variabili psicologiche e le variabili ambientali si integrano; mentre se i contenitori sia interni che esterni sono deboli, prevalgono stimoli che favoriscono un comportamento deviante.
  • Teoria del controllo o del condizionamento sociale di Hirschi -> Trevort Hirschi ritiene che in ogni individuo vi siano “spinte devianti” e che questo sia normale, il suo obiettivo è comprendere quali sono i fattori che impediscono l’adempimento del crimine. Per comprendere tali fattori studia la socializzazione, intesa come controllo o legame sociale, all’interno dei rapporti sociali, ed individua 4 fattori:
  • Attaccamento, con riferimento ai rapporti familiari, amicali, con i compagni di classe, ecc;
  • Impegno in attività convenzionali;
  • Coinvolgimento nelle mete socialmente approvate, come trovare un buon lavoro e assumere uno stile di vita responsabile;
  • Fede nella validità morale delle norme sociali.

Il nostro lavoro di ricerca è stato incentrato su una delle due prospettive ideologiche della sociologia criminale del dopoguerra, ovvero la criminologia del consenso, che incorpora teorie con la prospettiva di ricondurre i soggetti devianti e criminali alla conformità sociale, ovvero all’accettazione delle norme istituzionali e sociali. Abbiamo quindi tralasciato le teorie del conflitto, incentrate sui conflitti tra diverse classi sociali.
In conclusione con questo lavoro di sintesi abbiamo voluto delineare le cause della condotta criminale e i fattori di vulnerabilità dell’individuo che favoriscono le scelte delinquenziali in taluni soggetti.

Dott.ssa Anthea Grimaldi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: