La storia di Andrew Cunanan: l’omicidio di Gianni Versace

Andrew Phillip Cunanan fu uno spree killer, ossia un assassino compulsivo, noto all’opinione pubblica per essere stato l’artefice dell’omicidio dello stilista italiano Gianni Versace. Figlio di immigrati italo-filippini, Cunanan crebbe nella zona benestante di San Diego, California, distinguendosi durante gli anni scolastici sia per una spiccata propensione per le arti classiche sia per aver manifestato in più occasioni comportamenti violenti nei confronti degli altri studenti. È in questo periodo che Cunanan si dichiara apertamente gay, ostentando continuamente il proprio orientamento sessuale. Chi l’ha conosciuto lo descrive come un bugiardo patologico, alla ricerca ossessiva di attenzione e notorietà. Nonostante dimostrasse una discreta intelligenza, Cunanan non terminò mai gli studi. Egli, piuttosto, spinto dal desiderio di fare molti soldi, in fretta e nel modo più semplice possibile, decise di intrattenere una serie di relazioni omosessuali con i propri amici e conoscenti basate sullo scambio di denaro e prestazioni sessuali, al fine di mantenere il proprio stile di vita particolarmente agiato. Cunanan infatti guida auto sportive, indossa abiti firmati, cena nei ristoranti più eleganti e partecipa agli eventi più esclusivi della città. Grazie alla sua intelligenza, riesce a spacciarsi per l’erede di una famiglia benestante e ad affermarsi come un gigolò di lusso, le cui prestazioni non solo sono molto richieste, ma anche estremamente costose. Per ragioni ancora non del tutto chiare, a partire dall’aprile del 1997, Cunanan – probabilmente a causa della sua dipendenza da eroina e cocaina – iniziò a uccidere i propri clienti e amanti più intimi. Il primo omicidio avvenne il 27 aprile 1997, quando Cunanan fracassò a colpi di martello il cranio dell’amico Jeffrey Trail; il secondo avvenne il 3 maggio del medesimo anno ai danni di David Madson, freddato da un colpo di una calibro 40; il terzo fu il giorno seguente, quando torturò e uccise il  settantaduenne Lee Miglin; il quarto avvenne il 9 maggio quando Cunanan, per rubargli l’auto, uccise William Reese e fuggì in Florida per far perdere le proprie tracce. La tristemente nota svolta della carriera criminale del giovane Cunanan avvenne il 15 luglio 1997, quando il celebre stilista Gianni Versace venne ritrovato in pieno giorno riverso sulla scalinata della propria residenza a Miami, ferito mortalmente da due colpi d’arma da fuoco alla nuca. In base alle ricostruzioni degli inquirenti, Cunanan conobbe Versace ad un evento mondano; si ipotizzò che lo stilista scambiò il ragazzo per qualcuno di conosciuto e Cunanan, bugiardo patologico e abile manipolatore, colse la palla al balzo e si spacciò per questa persona, avvicinandosi a Versace. L’epilogo della vicenda si ebbe il 23 luglio 1997, quando Cunanan, ormai braccato dalle forze dell’ordine, da tempo sulle sue tracce, venne trovato morto, presumibilmente suicida, all’interno della sua lussuosa casa galleggiante a Miami Beach. La vicenda, costellata da luci e ombre, non trovò mai una spiegazione vera e propria. Inizialmente, infatti, si ipotizzò che Cunanan avesse agito spinto dalla vendetta nei confronti dei suoi vecchi clienti, colpevoli di avergli trasmesso l’Aids; tuttavia, l’autopsia effettuata sul corpo del giovane escluse tale ipotesi in quanto Cunanan non risultò positivo al virus. In seguito, gli inquirenti formularono l’ipotesi secondo cui Cunanan scelse di uccidere spinto dalla propria avidità e dal desiderio di ottenere il successo che tanto agognava. 

📌 Curiosità: del caso si occupò anche Chico Forti, produttore televisivo italiano, che acquistò i diritti sull’accesso all’abitazione di Cunanan. Nel documentario da lui prodotto dal titolo “il sorriso della medusa”, Forti evidenziò diversi punti oscuri legati alla morte di Cunanan e al suo coinvolgimento nell’omicidio Versace, mettendo fortemente in discussione la versione formulata dalle forze dell’ordine statunitensi. È probabile che, proprio a causa di questo documentario, Forti sia stato coinvolto nell’omicidio di Dale Pike per cui sta attualmente scontando l’ergastolo presso il South Florida reception center di Doral. 

Dott.ssa Francesca Nola

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