David Berkowitz. “Il figlio di Sam” o “il killer della calibro 44”. La storia della più grande caccia all’uomo nella città di New York

Conosciuto con gli appellativi “figlio di Sam” e “killer della calibro 44”, David Richard Berkowitz è un serial killer statunitense che tra il 1976 e il 1977 terrorizzò la città di New York, uccidendo 6 persone e ferendone molte altre. La storia della sua cattura assunse una rilevanza mediatica incredibile poiché si diede vita alla più grande caccia all’uomo nella storia della metropoli americana. L’infanzia di David fu molto dura e travagliata: abbandonato alla nascita dalla madre biologica, venne dato in adozione a Nathan e Peael Berkowitz, una coppia del Bronx che non poteva avere figli. Crescendo divenne un bambino solitario, con tendenze piromani e violente. In un’intervista descrisse la sua infanzia come “completamente fuori controllo”; disse che alcune volte gli capitava di sfogare la sua rabbia con atteggiamenti violenti – verso gli altri e verso se stesso – distruggendo tutto ciò che gli capitasse a tiro, altre volte invece si chiudeva per ore da solo in una stanza al buio. Con la pubertà, il giovane David iniziò a sviluppare interesse verso le coetanee, interesse che spesso però non veniva ricambiato, il che fece nascere in lui un forte senso di rabbia. Nel 1967 la madre adottiva morì di tumore al seno; la cosa lo sconvolse a tal punto da fargli credere che il tragico evento facesse parte di un piano divino per distruggerlo. Nel 1971 il padre adottivo, convolato a nozze con un’altra donna, si trasferì in Florida, lasciando solo il figlio che, al termine degli studi, ritrovatosi senza particolari prospettive per il futuro, scelse di arruolarsi nell’esercito, dove divenne un tiratore eccellente. Nel 1974, dopo aver lasciato l’esercito, David si ritrovò di nuovo ad essere solo e pieno di rabbia verso il sesso femminile che continuava a rifiutarlo; si dice infatti che l’unico rapporto sessuale completo di David fu con una prostituita coreana che, tra le altre cose, gli trasmise anche una malattia venerea. Fu in questo momento che decise di rintracciare la sua madre naturale; tuttavia, una volta incontratisi, divenne furioso nell’apprendere di essere il frutto di una relazione extraconiugale, di essere stato probabilmente concepito sul sedile posteriore di un’auto e interruppe i rapporti con la famiglia biologica. Nel 1975 si avvicinò al mondo del satanismo e dell’occultismo. Anni dopo, confessò agli psichiatri che lo avevano in cura che fu proprio in quel momento che crebbe in lui la smania di uccidere; disse che si sentiva posseduto da delle forze demoniache e che prima o poi, per liberarsene, avrebbe ceduto e avrebbe eseguito i loro ordini. Il primo omicidio avvenne alla fine del 1975 ai danni di una giovane donna, accoltellata a morte con 6 pugnalate. Nell’estate del 1976 Berkowitz trasferì a Yonkers; da quel momento in poi, la città di New York venne a conoscenza dell’esistenza del killer della calibro 44. La prima aggressione avvenne il 29 luglio 1976, le giovani Jody Valenti e Donna Lauria furono colpite da 5 colpi d’arma da fuoco mentre erano parcheggiate in auto; la prima sopravvisse, la seconda morì. Il secondo agguato avvenne a distanza di 3 mesi, il 23 ottobre 1976, quando Carl Denaro si offrì di accompagnare a casa l’amica Rosemary Keenan; vennero sorpresi mentre chiacchierano in auto da uno sconosciuto che esplose 5 colpi contro la vettura, Carl sopravvisse grazie a un’operazione per l’impianto di una placca di metallo nel carino mentre Rosemary riuscì a salvarsi fuggendo in auto. Il terzo agguato avvenne il 26 novembre 1976, mediante la stessa modalità di aggressione: Joanne Lomito e Donna De Masi, di rientro a casa dal cinema, vennero avvicinate da un uomo che, con la scusa di chiedere informazioni, estrasse una pistola e sparò diversi colpi; Donna ne uscì illesa mentre Joanne, ferita alla spina dorsale, rimase paraplegica. La polizia, sconvolta da queste continue aggressioni ai danni di giovani coppie, non riuscì a formulare alcuna ipotesi plausibile poiché le pallottole vennero rinvenute per lo più in frantumi, quindi non fu possibile collegare gli episodi. Dopo una pausa di due mesi, il figlio di Sam colpì ancora. Il 30 gennaio 1977 Christine Freund e Jhon Diel, di rientro da una festa, poco dopo essere entrati in auto vennero raggiunti da 2 colpi di calibro 44; Christine fu colpita alla testa e morì in ospedale poco dopo, Jhon, grondante di sangue, riuscì a correre in strada a chiedere aiuto. Il figlio di Sam non accennava a fermarsi, infatti agì ancora l’8 marzo 1977 ai danni di Virginia Voskerichianun che, mentre rientrava dalle lezioni, venne colpita in pieno volto a pochi passi dalla propria abitazione, morendo sul colpo. Fu in questo momento che gli agenti riuscirono a capire che si trattava di aggressioni commesse da un’unica persona e tutte con la stessa calibro 44. Il giorno seguente, il capo della polizia fece una conferenza stampa in cui invitò i cittadini alla massima cautela, poiché gli omicidi erano tutti connessi tra loro e disse che c’era un serial killer psicopatico a piede libero da ormai quasi un anno. Nella città di New York si diffuse il panico: le giovani coppie non si appartavano più in auto, i locali notturni erano vuoti e le persone terrorizzate. Tuttavia, ciò non fu sufficiente perché il 17 aprile 1977 il killer tornò a colpire, sempre una coppia, composta da Valentina Suriani e Alexander Esau; un’auto guidata da uno sconosciuto si affiancò alla loro e sparò 4 colpi, 2 dei quali raggiunsero Valentina alla testa uccidendola immediatamente, Alexander morì poco dopo. La polizia brancolava nel buio. L’unico elemento di novità fu una lettera indirizzata al capo della polizia di New York che il killer aveva lasciato sulla scena dell’ultima aggressione e in cui il figlio di Sam si presentava al mondo; poco dopo ne arrivò un’altra ad un reporter del Daily News in cui, in un delirio di onnipotenza e follia, il killer annunciò che avrebbe colpito ancora. Sulla lettera vennero rinvenute impronte digitali parziali, che però non portarono ad alcun esito. Parallelamente, la famiglia Carr continuava a ricevere strane lettere in cui un vicino di casa, un tale David Berkowitz, si lamenta del baccano causato dal loro cane, che venne poi trovato morto colpito da un’arma da fuoco. Nonostante le continue denunce da parte dei Carr, la polizia ignorò la cosa. Intanto le aggressioni continuavano: in una New York ormai deserta, il 26 giugno 1977 Judy Placido e Sal Lupo, di rientro in auto da una discoteca, vengono raggiunti da diversi colpi di pistola, che però li feriscono solo lievemente. Giunse così il 29 luglio 1977, anniversario del primo omicidio del figlio di Sam; la città era sotto shock, quella sera nessuno osò uscire di casa. “L’evento” passò senza conseguenze, ma il 31 luglio 1977 il figlio di Sam decise di mettere in atto quello che fu il suo ultimo omicidio. La coppia composta da Stacy Moskowitz e Bobby Violante, dopo una serata al cinema, si fermò a parlare in auto e poco dopo venne investita da 3 colpi d’arma da fuoco, 2 dei quali ferirono Bobby al volto, causandogli la perdita di un occhio, l’altro invece colpì Stacy alla testa, uccidendola. Gli agenti che intervennero sulla scena del crimine notarono che poco tempo prima dell’aggressione era stata emessa una multa ad una vettura parcheggiata lì accanto; nella speranza che si potesse trattare di un testimone dell’aggressione, gli uomini contattarono il comando di polizia della zona per tentare di risalire al proprietario e, per uno scherzo del destino, a rispondere a quella chiamate c’era Whaet Carr, la donna che aveva ricevuto quelle strane lettere che la polizia aveva sottovalutato. La donna raccontò tutto e riferì che il proprietario dell’auto era proprio l’uomo che le aveva mandato quelle strane lettere e che presumibilmente aveva ucciso il suo cane: David Berkowitz. Il 10 agosto 1977 gli agenti arrestarono l’uomo, che reagì facendo loro un grande sorriso e dicendo di essere sollevato che tutto fosse finito. Una volta interrogato, Berkowitz sostenne di aver agito spinto da un cane demoniaco (presumibilmente il cane dei Carr) che gli aveva ordinato di uccidere. Nell’abitazione di Berkowitz vennero trovate tantissime scritte sulle pareti e un buco nel muro da cui il killer disse di aver ricevuto gli ordini dal “cane di Sam”, inoltre c’era scritto “il cane di Sam Carr è il mio padrone”. Durante il processo, l’uomo fu dichiarato non in grado di sostenere un processo dallo psichiatra che lo aveva in cura; tuttavia, l’ira della gente e la risonanza mediatica del caso spinse il Pm a non accettare l’esito della consulenza e a cercare un altro parere. Il secondo tecnico sostenne invece la sanità mentale dell’uomo, che poi si dichiarò sorprendentemente colpevole di tutte le accuse. In aula cantò “Stacy è una puttana”, pur sapendo che quel giorno la famiglia della vittima fosse presente in tribunale. Dopo la lettura del dispositivo, che vide Berkowitz colpevole di tutte le accuse e che lo condannò a scontare 6 ergastoli, prima di essere portato via tentò di mordere gli agenti. Oggi David Berkowitz è ancora in carcere, ma afferma di aver cambiato vita; adesso infatti si fa chiamare il “figlio della speranza”.

Dott.ssa Francesca Nola

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