Il suicidio di massa di Heaven’s Gate

Heaven’s Gate è il nome di una setta religiosa nata tra gli anni ‘70 e ‘90 guidata da Marshall Appelwhite e nota per aver compiuto il più grande suicidio di massa nella storia degli Stati Uniti d’America. Marshall nacque nel 1931 in Texas, il padre era pastore presbiteriano che lo educò rigidamente alla religione. Dopo un breve periodo nell’esercito e una carriera fallimentare da cantante a New York, divenne insegnante di musica all’università dell’Alabama per poi ritornare a Huston, sempre in qualità di insegnante musica ma all’università St. Thomas a Houston, in Texas, dove però venne accusato di abusi sessuali su uno studente, suscitando uno scandalo tale da costargli sia il posto di lavoro che il matrimonio. In seguito, non è chiaro per quale motivo, frequentò per un mese un ospedale, alcuni sostennero ci andasse per far visita ad un amico malato, altri che vi si recasse per un crollo nervoso a seguito della morte del padre a cui era molto legato, fatto sta che in ospedale conobbe l’infermiera Bonnie Nettels. La donna, a seguito di un matrimonio e una vita felice, nel 1972 iniziò a comportarsi in modo strano e a raccontare di episodi particolari in cui asserisce di aver udito nella propria testa la voce di un monaco del XIX secolo, che le parlava e le diceva cosa fare. Inoltre, sviluppò una sorta di ossessione per le sedute spiritiche e per la comunicazione con l’aldilà, cosa che fece ulteriormente allontanare il marito, che poco dopo chiese il divorzio. In una di queste sedute clandestine, una medium disse a Bonnie che nel giro di poco tempo avrebbe incontrato un uomo molto alto, con i capelli e la pelle molto chiari e che avrebbe dovuto fare tutto quello che quest’uomo le avrebbe ordinato. Al momento dell’incontro con Masrhall in ospedale, avendo l’uomo le stesse caratteristiche fisiche descritte durante la seduta spiritica, Bonnie si convinse che si trattasse della persona indicata dalla medium e che in qualche modo i loro destini fossero connessi. Il giorno di capodanno del 1973, i due decisero di mollare tutto e di fuggire insieme per creare un qualcosa di importante, cambiarono nome (Bonnie diventerà Bo e Mashall cambierà nome in Pip) e partirono per un viaggio di circa 6 mesi in cui attraversarono tutta l’America, organizzando eventi in cui spiegavano il loro nuovo credo e parlavano del fatto che loro fossero i prescelti per diffondere delle profezie bibliche che gli erano state fornite da delle menti superiori. Il culto proposto da “i due dell’ufo”, come erano soliti farsi chiamare, era molto affascinante poiché oltre a promettere una risposta a qualsiasi domanda, era un misto di elementi tipici del cristianesimo, dello gnosticismo e della fantascienza ed appariva come molto allettante. Infatti, in base a quanto riportato dalla coppia, la reincarnazione di Gesù, visto come un texano, culminerebbe con una figura dai tratti molto simili a quelli di Marshall e la vergine Maria sarebbe rimasta incinta a seguito di un rapimento da parte degli alieni. La coppia sarebbe quindi l’unica in grado di trasmettere questo nuovo culto, basato principalmente sulla profonda convinzione dell’esistenza degli extraterrestri. I due sostenevano di essere originari di un altro pianeta e che un giorno, a seguito della morte, con l’abbandono del loro involucro umano, avrebbero ricevuto dei nuovi corpi e sarebbero stati in grado di fare ritorno al pianeta natio mediante l’utilizzo di una navicella spaziale e godere finalmente di una vita migliore, altamente superiore a quella terrena. A detta dei due, infatti, il motivo per cui erano stati inviati sulla Terra era quello di convincere quante più persone possibile a diventare parte di quello che loro chiamavano “l’equipaggio”, per seguirli verso questo nuovo pianeta in cui avrebbero potuto aspirare a un’esistenza di gran lunga più vantaggiosa. Incredibilmente, nel giro di poco tempo, molte persone si lasciarono ammaliare dalla promessa di un’esistenza migliore e scelsero di arruolarsi per questa fantomatica “missione”, arrivando a contare 200 adepti. Così come previsto nello schema classico di ogni setta conosciuta, anche in questo caso i nuovi membri venivano convinti a troncare qualsiasi tipo di rapporto con famiglia, amici e conoscenti, ad abbandonare tutti i beni materiali, a donare tutti i propri averi al culto e a purificarsi mediante strane diete e astinenza sessuale, finalizzati a reprimere ogni pensiero impuro in quanto condurre una vita malsana fatta di cibo spazzatura e sesso era assolutamente proibito all’interno della comunità. Nel 1983 ai discepoli del culto venne concesso un giorno libero, il giorno della festa della mamma, per rivedere le proprie famiglie al fine di tranquillizzarle ed evitare che approfondissero le ricerche sulla setta; gli adepti vennero istruiti affinché dicessero ai familiari che nel periodo di tempo in cui erano stati lontani si erano in realtà recati presso un monastero a studiare informatica e che a breve vi avrebbero fatto ritorno per terminare le loro ricerche. Nel 1985, a seguito della diagnosi di cancro terminale e dopo aver rifiutato le cure per quello che riteneva essere solo un corpo temporaneo difettoso, Bonnie morì, lasciando a Marshall il pieno controllo sulla setta. Nel 1993, avendo perso molti adepti, Marshall decise di spendere gran parte del patrimonio della setta per pubblicare annunci pubblicitari in cui veniva proclamata la fine del mondo; l’unico modo per potersi salvare era chiaramente quello di unirsi alla sua setta. Questa iniziativa, assieme all’apertura del sito internet, tuttora attivo, funzionò perché fece aumentare il numero di seguaci, che arrivarono ad essere 39 in tutto. A quel punto, Marshall iniziò a valutare il suicidio come mezzo per l’abbandono dell’involucro umano e per far rientro presso il pianeta natale. Fu così che nel 1996 il gruppo prese definitivamente il nome di “Heaven’s Gate” e con gli ultimi soldi rimasti, affittarono una grande villa poco fuori Santa Fè, in California, pubblicarono un video in cui avvisavano che il mondo stava per finire e che quella era l’unica e l’ultima possibilità per sopravvivere. Il 22 marzo del 1997 il gruppo di rinchiuse nella villa, i discepoli della setta e lo stesso Marshall registrarono messaggi di addio per le famiglie, indossarono tutti i medesimi abiti e ingerirono barbiturici misti ad alcol; successivamente si adagiarono sui letti, posizionando sotto le teste delle piccole borse ove riposero i documenti, in modo tale da poter essere riconosciuti al momento dell’ascesa, e attesero per 3 giorni la morte. Il 26 marzo, a seguito di una telefonata anonima, la polizia fece irruzione nella villa e trovò i 39 corpi, tutti adagiati sui letti e coperti da un telo viola. La cosa che fece più scalpore furono i videomessaggi registrati dalle vittime e rinvenuti sul sito di Heaven’s Gate, in cui gli adepti apparivano estremamente calmi e felici, alcuni sostennero addirittura che si trattasse del giorno più felice delle loro vite.

Dott.ssa Francesca Nola

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