I bambini dell’oblio: tra criminalità e disumanizzazione.


Ha detto Dietrich Bonhoeffer “il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini”. Ad oggi il mondo, per i suoi bambini non fa molto, o per lo meno, non tutto ciò che potrebbe, soprattutto per quell’enorme mole di minori scomparsi, finiti nel nulla chissà dove, nell’eterno oblio, destinati spesso a non fare più ritorno. Incredibilmente, le paure di ogni genitore divengono realtà, il proprio figlio non si trova. Il 25 maggio, dal 1983 si celebra per la giornata dei bambini scomparsi, il “Missing Children’s Day”, ma pochi ne conoscono l’esistenza, pochi dirigono i loro pensieri, i loro interessi, sull’ormai allarmante numero dei bambini non più reperibili. I dati statistici riportano una crescita esponenziale nel corso degli anni, si tratta di una vera e propria emergenza mondiale, sebbene esistano dei luoghi nel mondo in cui il fenomeno è meno sviluppato che in altri. In tutto il pianeta, scompaiono 8 milioni di bambini ogni anno, ovvero 22.000 bambini al giorno, ciò equivale a dire che circa ogni due minuti viene fatta una segnalazione di scomparsa minorile. Ma la domanda fondamentale è: dove vanno a finire i bambini scomparsi? Ebbene, Fortunatamente la stragrande maggioranza dei bambini scomparsi viene ritrovata, questo perché una buona percentuale, soprattutto adolescenti, si allontana volontariamente praticando quello che in gergo è definito il runaway. Di tutti gli altri purtroppo non si hanno notizie. Dietro alla sparizione di un minore si celano, dunque innumerevoli crimini. Il rapimento dei bambini è la prima fase, il nodo cruciale attraverso cui si interrompe l’ingenuità, la bellezza della vita, dell’infanzia, dell’adolescenza. La sottrazione di bambini o Abduction è perpetrata spesso da offender, gli stranger Kidnapping, solitamente sconosciuti. In altri casi sono i familiari a rapire i loro stessi bambini. Tale condotta deviante viene definita con il termine di family o parental abduction. In riferimento a quest’ultima, ciò che spinge un genitore, un familiare a rapire un bambino, è da ricercare essenzialmente in contrasti e dissidi familiari, con particolare riferimento alla sottrazione internazionale da parte di uno dei due genitori, presumibilmente straniero, in casi di separazioni burrascosa, spesso con l’unico proposito di produrre dolore nell’ex coniuge. Sono i padri, solitamente a sottrarre i bambini, e per questo è stato evidenziato un’apposito profilo del genitore avvezzo a tale atto. Negli ultimi anni, si è però assistito a un’ inversione di tendenza, sempre più madri scappano con la loro prole. Appare evidente, quanto importante possa essere, affinché si prevenga il fenomeno, l’attuazione di un percorso di mediazione familiare che consentirebbe ai genitori di concludere pacificamente una relazione, salvaguardando i propri figli. Per quanto concerne, invece, tutti gli altri casi, il fil rouge che collega i rapimenti minorili è prettamente sessuale, sono dunque, i sex offender seriali, i maggiori imputati. Molti di questi, dopo aver rapito e abusato dei bambini si trasformano in dei veri e propri serial killer, ponendo fine alla vita degli infanti, subito dopo l’abuso. In altri casi invece, i bambini verranno tenuti prigionieri nelle loro insospettabili case. Le condotte seriali pedofiliache, non sono però, in alcuni casi, il fine ultimo dei rapimenti. Il traffico d’organi, business più fruttuoso al mondo, dopo il traffico di armi e di droga, sarebbe la naturale prosecuzione del rapimento e dell’abuso. Un organo di un bambino frutta molto più rispetto a quello di un adulto, questo viene inoltre catalogato e prezzato in base a sesso, razza, etnia. I bambini, inoltre, scompaiono anche a causa delle congregazioni settarie, con particolare riferimento alle sette sataniche, comunità in cui la prevaricazione sessuale del minore è una particolare tendenza. Qui, però, bisogna fare un distinguo, tra pedofilia e abuso tradizionale e quella settaria. I fenomeni settari rapiscono e abusano di bambini in quanto prede più facilmente reperibili, attraverso essi, praticano i rituali sessuali per mezzo dei quali rendono il bambino un vero e proprio feticcio, un ponte di tramite tra Satana e l’adepto, rendendo questo un vero e proprio atto di demonofilia, ovvero la percezione di avere un rapporto sessuale con il demone in questione. Gli stessi bambini, inoltre, verranno offerti come doni sacrificali attraverso l’omicidio rituale. Non sono, dunque, da escludere le sparizioni minorili a causa delle aggregazioni settarie, oggi più che mai, infatti, si sente il bisogno di ritornare a condizioni primitive e credenze di cui la modernizzazione, nonché la globalizzazione, ci ha privati. Il settarismo parrebbe essere, per gli adepti la via di fuga, il conforto. Non sono infine da sottovalutare le sparizioni a opera dei killer seriali, questi sono sempre esistiti, si pensi che già tra il 1404 e il 1440, Gilles de Rise fu il terrore dell’intera Francia, egli si servì e uccise più di 800 bambini. Ogni paese ha e ha avuto il proprio serial killer di bambini, persino l’Italia ha conosciuto  il suo “Mostro di Roma”, epitetoerroneamente attribuito al fotografo Gino Girolimoni,  negli anni 20 del 900,  periodo in cui vennero rapite e abusate sette bambine, cinque delle quali furono uccise. In ultimo, un particolare riferimento va fatto ai minori stranieri non accompagnati, essi rappresentano una grande percentuale di bambini non più reperibili, la maggioranza. Sitratta di tutti quei bambini stranieri che arrivano in patria altrui attraverso l’assoggettamento forzato o che vengono rapiti e condotti in altri luoghi, soprattutto dalle zone più povere, sono le vittime silenziose della tratta di esseri umani. I bambini vengono rapiti e reclutati con lo scopo principale di soggiogarli e sfruttarli attraverso condotte devianti di vario tipo. In primo luogo vi è lo sfruttamento per attività illegali spesso riconducibili a reati contro il patrimonio, furti e borseggi, sfruttamento in mendicità quali accattonaggio e simili, sfruttamento del lavoro minorile nonché sfruttamento sessuale e della prostituzione. Nel contesto storico attuale, legato ai fattori pandemici e alle conseguenze correlate, si è prospettato, per quanto concerne lo sfruttamento sessuale, una nuova politica, legata alla prostituzione “indoor”, ossia, all’interno delle proprie mura domestiche mediante incontri virtuali. Se da un lato, la pandemia, durante questo lungo anno ha permesso lo sviluppo e l’adattamento della criminalità sotto altre forme, al contempo ha permesso di registrare in media, meno sparizioni di minori, direttamente correlate, in modo particolare al lockdown. Purtroppo i minori stranieri non accompagnati, però, non verranno mai cercati, o almeno non come si farebbe con i bambini occidentali, sono destinati a sparire come molti altri, non risultano più reperibili, almeno dalle forze dell’ordine, dai propri familiari, ma essi appaiono ovunque stazioni criminalità e ovunque la vita di un bambino valga più della morale e dell’etica umana. La scomparsa di un minore, di qualunque razza, sesso, etnia e condizione socio-economica, ha bisogno di essere attenzionata, vagliata. Tutti i minori hanno diritto e bisogno di essere cercati e ricercati, di avere i mezzi e l’attenzione sociale e mediatica di ogni singolo individuo, in modo che si riesca a dare loro, anche a distanza di anni, la giustizia che meritano, affinché non vengano lasciati a “vivere” in quel limbo che giorno dopo giorno li costringe tra l’essere e il non essere, o meglio, il non essere più.

Dott.ssa Angela M. Grano